Ludovico Fededegni
Occhi: verdi
Capelli: castani
Lingue: inglese, francese
Bio
Nasce a Fiesole. Si avvicina al teatro malvolentieri all’età di 10 anni, grazie alle scudisciate materne. In breve tempo ne resta invischiato. Tuttora, nonostante gli sforzi, non riesce a uscirne.
A 19 anni incontra Alessandra Niccolini, con la quale, durante i quattro anni successivi, approfondisce il metodo Mimico di Orazio Costa. Nel 2012 viene ammesso al corso Attori della Paolo Grassi. Dopo il diploma, prosegue gli studi a Modena, con il progetto di alta formazione prodotto da ERT e curato da Antonio Latella, Santa Estasi, Atridi: otto ritratti di famiglia. Fra gli altri lavori cui ha preso parte, il Decameron di Villa Scheibler a Milano, con la regia di Maurizio Schmidt, La Beffa del Grasso Legnaiuolo con Carlo Monni, di Angelo Savelli, Il Lampadario di Caroline Baglioni, regia di Leonardo Lidi, Hamlet, Chi ha paura di Virginia Woolf e La Locandiera di Antonio Latella, It’s App to you di Leonardo Manzan e C’era una volta in Italia, Spettacolo garibaldino del Teatro Solare di Fiesole. Con questi ultimi, nonostante quel “malvolentieri” di partenza, prosegue un sodalizio ventennale. Da sempre, complice il padre musicista, affianca all’amore per il teatro una grande passione per la musica, che lo ha portato ad una buona conoscenza di chitarra e pianoforte. Quando può, fischia. Non c’è un dialetto che non ami, dall’Etna alle Alpi. Alcuni sa anche parlarli.
Patito di Dante, sogna il l’Inferno.
